Durante il Pliocene tutta la Pianura Padana era mare e il Monferrato un’isola. L’artista Giulia Bernardi propone un’indagine su segni e simboli del territorio che testimoniano la forte presenza dell’acqua attraverso la sua assenza.
Il mare in Monferrato è un’analisi sulla terra d’origine dell'artista, attraverso l’immagine e l’atto fisico di fotografare, che oltre a essere pratica del corpo diventa pratica dello sguardo e atto di creazione. È una esplorazione di una terra nativa attraverso il corpo, la forza fisica, l’utilizzo dei sensi, le relazioni, i racconti, l’archiviazione e la raccolta di piccoli amuleti, la scrittura. Fotografia è scrivere.
La morfologia e la composizione geologica collinare permettono di comprendere l’evoluzione del territorio attraverso le ere e i millenni. A testimonianza di ciò scopriamo resti fossili di specie animali e botaniche - tipiche dell’area mediterranea - che abitavano l’antico bacino, nonché diversi ritrovamenti di resti di cetacei e vari organismi. In questo mare si depositò anche la Pietra da Cantoni “più antica” (risale a 20 - 14 milioni di anni fa). La Pietra da Cantoni, più comunemente conosciuta come tufo, è una pietra formata da strati marini calcarei e marnosi, dove spesso si ritrovano al suo interno fossili. La Pietra da Cantoni è memoria geologica e antropologica del Monferrato e costituisce, come scrive l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, “un elemento in cui riconoscersi”. Da qui l’idea per l’indagine di Bernardi. A partire dalla terra, che porta in sé il mare, scopre ciò che del mare - mischiato con la terra - è rimasto nel territorio e nel popolo che lo abita.
Il Mare in Monferrato è un’indagine sulle interconnessioni che creano un’identità culturale. Come il mare continua a vivere nella terra e nelle pietre del Monferrato, cerca il mare nei gesti, nelle tecniche, negli sguardi, nei pensieri, nel carattere dei popoli che abitano questa terra. Sarà un’indagine sulle intuizioni del paesaggio e su quelle umane: dal sapore marino che porta con sé una terra memore delle proprie origini. Origini conservate gelosamente nel suo ventre, facendone regalo - ogni tanto - alla luce del sole.