PERSONAL WORK
ARCHIVIO ANTROPOLOGICO
2023

Archivio Antropologico è un progetto a lungo termine, forse lungo una vita, inscindibile dalla meraviglia che nasce, ogni giorno, dalla consapevolezza di stare al mondo nel mondo. La ricerca accompagna l’artista nella scoperta - intimamente universale - di se stessa, del territorio che la circonda e del senso di appartenenza che li lega visceralmente l’un l’altra. 

In Archivio Antropologico l’impostazione scientifica scandisce l’indagine sentimentale: il camminare diviene pratica conoscitiva, la fotografia immortala, le mani raccolgono ciò che colpisce la vista e l’olfatto. Attraverso un meticoloso processo di catalogazione del paesaggio viene condotta una ricerca delle origini ancestrali e comuni per riscoprirsi parte della propria terra e tessere un legame perduto su cui fondare un futuro di coesistenza. 

La fotografia gioca un ruolo fondamentale e diventa strumento di indagine per esplorare il mondo con uno sguardo diverso, consapevole e inclusivo. Tesse una rete relazionale immaginando nuove identità territoriali e rendendosi consapevole della comunità interspecifica di cui facciamo parte insieme a piante, pietre e animali. La ricerca si distanzia dunque dalla tendenza che asseconda la creazione di una nuova rete nel digitale e nell’intangibile per radicarsi al proprio territorio e riscoprirsi parte di esso attraverso una pratica quotidiana di appartenenza, restanza e attenzione.

In Archivio Antropologico la fotografia diventa strumento di consapevolezza attraverso una pratica attenta e scopre attraverso essa il modo per coesistere ed essere presente al mondo. Esplorando territori per pura attrazione geologica, l’artista rintraccia nella morfologia dei luoghi le storie, i miti e le leggende che ne hanno accompagnato la vita per scardinare la narrazione comunemente riconosciuta e trovare una nuova storia, che sia interspecifica e comunitaria. 

Il lavoro comprende i linguaggi della fotografia, della scrittura, la pratica del camminare e la raccolta e archiviazione di pietre, zolle di terra, legni. La fotografia diventa archivistica e la scrittura evocativa: le diverse pratiche indagano i paesaggi della psicogeologia e le sedimentazioni della mente.

ARCHIVIO ANTROPOLOGICO
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Camminare è esercizio alla meraviglia: passo dopo passo si abbandona il sapere, il tempo veloce e inadeguato alla felicità, si dimentica cosa sia un albero, cosa sia il mare o una casa; ma solo per riscoprirlo, con stupore. Così l’artista riconosce nei processi geologici le storie del Mondo, e si riscopre pietra.
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 Giulia Bernardi Studio